I migranti provenienti dall’Algeria continuano a sbarcare tra i bagnanti sulle coste del sud della Sardegna. Ieri, sabato 5 settembre, si sono registrati due episodi che hanno ricordato la dinamica che aveva portato al ferimento di una ragazza a Chia, a ridosso di Ferragosto: la giovane era stata travolta mentre si trovava in acqua.
Un gruppo di una decina di stranieri è approdato a Tuerredda: la prua dello scafo ha puntato verso gli scogli, quando si trovava a poca distanza dalla riva, un’area affollata da centinaia di sardi e turisti che si godevano la giornata di sole. I nordafricani hanno poi abbandonato lì il natante per allontanarsi e cercare di far perdere le proprie tracce a piedi.
È andata diversamente a Santa Margherita di Pula. Stando ad alcune testimonianze, quando il barchino è arrivato vicino alla riva sarebbe stato fatto allontanare dalla reazione di chi si trovava a terra. Un ulteriore sbarco, intanto, è stato segnalato nel porticciolo di Porto Pino.
Il fenomeno degli arrivi non autorizzati in Sardegna si è intensificato negli ultimi giorni. Tutti gli stranieri vengono dirottati nel centro di accoglienza straordinaria di Monastir, dove la situazione è diventata esplosiva. Gli ospiti sono il doppio di quelli che sarebbero previsti dalla capienza nominale. E si moltiplicano anche gli episodi di violenza e microcriminalità. Venerdì mattina un algerino si è ferito con un bisturi nel tentativo di sfuggire a punizioni dopo essere stato scoperto mentre rubava negli uffici della direzione.










