Roma, 9 set. (askanews) – La sanità territoriale del Lazio entra in una fase decisiva. Dopo anni di rallentamento e con il nuovo Accordo Integrativo Regionale per la medicina generale, si apre ora la sfida più importante: trasformare Case di Comunità, AFT, ruolo unico e nuovi modelli organizzativi in servizi realmente utili per i cittadini, capaci di rafforzare la prevenzione, seguire meglio i pazienti cronici e rendere più attrattiva la professione per i giovani medici. Un passaggio che entrerà nel vivo proprio nei prossimi mesi. È da questo punto che partono le riflessioni che animeranno il Congresso regionale SIMG Lazio 2026, in programma l’11 e 12 settembre a Roma, presso l’Hotel Cristoforo Colombo. Presidenti del Congresso sono Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio, e Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG. Referenti scientifici sono Rosanna Cantarini, Giulia Ciancarella e lo stesso Gianmarco Rea.

“La Regione Lazio arriva a questo appuntamento in un momento in cui può finalmente attuare una svolta nella sanità territoriale – sottolinea Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio – La recente uscita dal commissariamento, il nuovo Accordo Integrativo Regionale e gli sforzi per l’attuazione del DM77 rappresentano segnali importanti. Ora viene la parte più difficile: rendere operative le Case di Comunità, costruire reti funzionanti con i medici di famiglia e garantire risorse umane adeguate. Le strutture da sole non bastano: servono professionisti, organizzazione, formazione e strumenti per lavorare meglio”.