Meta lancia Muse, un "agente IA personale" che "a differenza di un tradizionale assistente virtuale non si limita a rispondere alle domande ma agisce concretamente per conto dell'utente". In pratica, su scelta di una persona, si connette ad una serie di servizi e app che si usano quotidianamante, dalle email ai pagamenti fino allo shopping, per usarli come farebbe lo stesso utente.

"A differenza di altri agenti - spiega Meta in un post ufficiale - Muse è stato progettato per servire miliardi di persone in tutto il mondo, chiunque può utilizzarlo immediatamente senza necessità di competenze tecniche. Per le attività che richiedono più tempo Muse continua a lavorare anche dopo che l'utente ha chiuso l'app riattivandosi quando si verifica un cambiamento o quando è necessaria un'approvazione, ad esempio prima di inviare un'email o effettuare un acquisto".

Quanto alla privacy, Meta sottolinea che Muse funziona in un ambiente informatico sicuro e dedicato, con un proprio browser; "non ha accesso alle password o ai metodi di pagamento degli utenti", richiede "conferma all'utente prima di eseguire operazioni sensibili" e "mostra un registro completo di tutte le azioni compiute e di quelle pianificate". Inoltre, gli utenti scelgono a quali app connettere Muse e definiscono "con precisione il livello di accesso concesso". È possibile "modificare i permessi di accesso o disconnettere un servizio in qualsiasi momento". Gli utenti possono inoltre scegliere di non far utilizzare le proprie interazioni per l'addestramento dei modelli di IA di Meta. L'agente IA, conclude la società di Mark Zuckerberg, è in fase di lancio negli Stati Uniti solo per gli over 18 su iOS, Android e muse.ai, e arriverà sugli occhiali smart di Meta e su WhatsApp.