La rivolta nel carcere di Cavadonna è, secondo il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, la conseguenza di una situazione di criticità che viene denunciata da tempo e che, a suo giudizio, il Governo non avrebbe affrontato con interventi adeguati. Dopo i gravi disordini verificatisi nei giorni scorsi nella Casa circondariale di Siracusa, il parlamentare torna a sollecitare il Ministero della Giustizia con un'interpellanza.

«La rivolta nel carcere di Cavadonna di Siracusa è il risultato di quanto denunciamo da anni e che il Governo ha sin qui colpevolmente ignorato», sostiene Scerra. Al centro della sua denuncia ci sono soprattutto il sovraffollamento e la carenza di personale. «Quando un istituto arriva a ospitare 720 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari, con una cronica carenza di agenti e servizi inadeguati, la sicurezza è inevitabilmente a rischio», afferma.

Il deputato richiama anche quanto emerso nel corso della riunione urgente convocata in Prefettura nei giorni scorsi proprio alla luce della situazione determinatasi all'interno dell'istituto penitenziario. «Il personale è sottodimensionato e costretto a lavorare in condizioni difficilissime», spiega Scerra, chiedendo al Governo di intervenire prima che possano verificarsi episodi ancora più gravi.