Salgono a tre gli indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura ionica per l'incidente del 3 agosto 2024 all’interno del Luna Park di Leporano, dove un 13enne «volò» per oltre tre metri mentre si trovava su una delle attrazioni e fu trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. È quanto emerge dall'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Lorella Ragusa che ha coordinato l'inchiesta che portò al sequestro del «Saltamontes», una giostra con dei bracci meccanici fissati ad un perno centrale, che sostengono le “navicelle” e ruotano molleggiando a velocità variabile.

Sotto accusa erano già finiti il proprietario della struttura, difeso dall’avvocato Andrea Silvestre, e il professionista che aveva attestato la corretta manutenzione dell’attrazione su cui l’adolescente era salito quel giorno: ai due uomini, pochi giorni dopo l'incidente, la procura di Taranto, ha infatti notificato un avviso di garanzia in vista di una serie di accertamenti tecnici da svolgere sulla giostra. Nel corso delle indagini, però, per l'accusa sono emerse responsabilità anche per dell'uomo che quella sera dirigeva l'impianto: non si sarebbe accorto «nell'azionare la giostra» che sulla consolle comandi, in corrispondenza della navicella 14, dove si trovava il minore, «non vi fosse l'illuminazione verde (simboleggiante la corretta chiusura della leva di bloccaggio)». Insomma la postazione del ragazzino non era assicurata e l'impianto doveva essere avviato: quella sera, però, mentre la giostra era in movimento, il 13enne fu sbalzato dalla navicella riportando un politrauma