di
Dario Sautto
Fiorenza Cossentino al processo a Napoli depone con il braccialetto elettronico dopo che il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento ai familiari del ragazzo, con i quali c'erano state forti tensioni
«L'amore è libertà, non è possesso. Io voglio giustizia». Fiorenza Cossentino, la mamma di Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa ad Afragola l'anno scorso dall'ex fidanzato Alessio Tucci, ha testimoniato oggi in aula al processo che vede imputato il giovane, reo confesso, davanti alla Corte d'Assise di Napoli.
«L'avevamo affidata a lui - ha detto la donna- anche perché c'è una parentela tra le nostre famiglie, e lui ce l'ha uccisa. Questo ragazzo ci ha tradito tre volte, partecipando anche alle ricerche con il padre di Martina quando sapeva che lei era già morta. Ma siamo sicuri che non abbia potuto fare tutto da solo - ha aggiunto Cossentino - qualcuno l'ha aiutato e noi vogliamo sapere chi è stato».












