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Martedì la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dato ragione alla nota azienda svedese di mobili IKEA in una causa contro il partito belga di estrema destra Vlaams Belang. Il caso riguarda una campagna lanciata dal partito nel 2022 per la presentazione del proprio programma politico, in cui venivano ripresi il nome e il logo di IKEA e i riconoscibilissimi omini che si trovano sui libretti per le istruzioni di montaggio. Per la Corte, quell’uso non può considerarsi automaticamente lecito.

La campagna era intitolata “IKEA-PLAN – Immigratie Kan Echt Anders”, ovvero “Piano IKEA – l’immigrazione può davvero andare diversamente”. Proponeva una riforma più restrittiva delle norme per l’asilo e l’immigrazione. L’uso del marchio IKEA era avvenuto senza autorizzazione dell’azienda, su stessa ammissione di Vrijheidsfonds, l’associazione legata al partito che aveva ideato la campagna.

A novembre del 2022 IKEA si rivolse a un giudice belga, sostenendo che la campagna avesse violato i diritti sul marchio e l’avesse danneggiato, associandolo a un messaggio politico. IKEA ha sempre sostenuto di voler restare politicamente neutrale, e di non voler dare l’impressione di sostenere le posizioni del partito. Gli avvocati di Vrijheidsfonds, al contrario, si erano appellati alla libertà di espressione: avevano detto di aver sfruttato la notorietà del logo per rafforzare il proprio messaggio, e che questo fosse un motivo sufficiente per farlo senza autorizzazione.