È di ventisei persone deferite all’Autorità Giudiziaria e numerosi danni a persone e cose il bilancio degli episodi di violenza avvenuti il 20 luglio scorso a Bologna durante una manifestazione in solidarietà di Fakir Abderrahim. Gli scontri, che hanno coinvolto diverse aree del centro cittadino, sono stati oggetto di una complessa attività investigativa da parte della Polizia di Stato, che ha ricostruito la dinamica degli eventi e individuato i principali responsabili.
Il contesto degli eventi
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la città di Bologna è stata teatro di gravi episodi di violenza in occasione della manifestazione a sostegno di Fakir Abderrahim. Gli scontri si sono concentrati tra piazza Roosevelt, via Venezian, via della Zecca e il tratto di via Ugo Bassi, trasformando il centro cittadino in uno scenario di guerriglia urbana. Nel corso della giornata, sessantaquattro operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti, sei mezzi della Polizia di Stato sono stati danneggiati, e numerose vetrine di negozi e banche sono state devastate, con sportelli bancomat resi inutilizzabili. Sono stati inoltre distrutti cassonetti della spazzatura, date alle fiamme due auto e sradicate decine di biciclette, utilizzate per erigere barricate e ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine. Un cantiere tranviario è stato completamente compromesso dagli atti vandalici.L’attività investigativa e le prime misure adottate







