PERCHÉ IL DEEP SEABED MINING È UN RISCHIO ANCHE FINANZIARIOMa perché il deep seabed mining è un rischio anche finanziario? Nella sessione del Consiglio dell’ISA tenutasi a Kingston dal 13 al 24 luglio 2026 l’Autorità non è riuscita ancora una volta a finalizzare il codice minerario, l’insieme di regole che dovrebbe disciplinare lo sfruttamento commerciale dei fondali profondi. Proprio mentre erano in corso quei lavori, il WWF ha pubblicato una guida rivolta al settore finanziario che, anche mettendo tra parentesi gli impatti ambientali, definisce l’estrazione mineraria dai fondali marini un business troppo incerto per generare rendimenti credibili e, pertanto, semplicemente troppo rischioso per un investitore. La maggior parte delle esplorazioni riguarda i noduli polimetallici, ricchi di nichel, rame, manganese e cobalto. Ma nichel e cobalto soffrono oggi un eccesso di offerta che ha reso i prezzi molto volatili, mentre rame e manganese sono abbondanti anche nei giacimenti terrestri, dove l’estrazione costa molto meno. Le terre rare, infine, sono presenti nei fondali in quantità limitate e la loro separazione è particolarmente complessa.