Il report riservato di oggi approfondisce la rete di rapporti e interessi. Al centro ci sono gli uomini che aprirono il canale con i consorzi cinesimercoledì 9 settembre 20267' di letturaContinuano le pubblicazioni dei «Covid Files». Ieri abbiamo ricostruito la maxi-commessa cinese da 1,2 miliardi di euro, le anomalie sulle forniture e i milioni finiti agli intermediari. Il report riservato di oggi approfondisce quella rete di rapporti e interessi. Al centro ci sono gli uomini che aprirono il canale con i consorzi cinesi: Mario Benotti, ex dirigente Rai e consulente di esponenti del Pd, l’imprenditore Vincenzo Tommasi, l’ex banchiere sammarinese Daniele Guidi, il trader Jorge Solis e Cai Zhongkai, rappresentante dei consorzi. Il report ricostruisce contatti, chat, incarichi e collegamenti con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, per capire come si formò la filiera che portò all’affare delle mascherine.«Fra poco esce nomina di Arcuri a commissario». «Con pieni poteri su emergenza e acquisti». A inviare questi messaggi l’11 marzo 2020 alle 11.36 della mattina, in una chat con l’imprenditore Vincenzo Tommasi, è Mauro Benotti, giornalista, già direttore di Rai World, all’epoca dei fatti presidente del consorzio Optel, che si occupa di ricerca nel settore della microelettronica. È uno che, evidentemente, ci vede lungo. La sera stessa dell’11 marzo, infatti, la nomina di Domenico Arcuri a commissario straordinario all’emergenza Covid verrà effettivamente annunciata in una diretta social dall’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non solo Benotti ci prende sul nome, ma anche sulle prerogative del futuro commissario: «Pieni poteri su emergenza e acquisti». Che effettivamente saranno conferiti ad Arcuri nel decreto istitutivo, con un’ampiezza senza precedenti nella storia della nazione. Il giornalista scrive anche che il decreto l’ha visto e che ha dato «alcuni suggerimenti» per la stesura.Ma come fa Benotti a conoscere in anticipo questi particolari? Come sa che il nome di Domenico Arcuri, allora ad di Invitalia, di lì a poche ore sarà effettivamente annunciato dal presidente Conte per il ruolo di Commissario straordinario all’emergenza? E perché lo comunica in anteprima proprio a Tommasi? Se lo chiedono gli investigatori della Guardia di Finanza che provano a ricostruire reti e rapporti dei protagonisti della «commessa cinese».Mario Benotti, morto per un infarto nel 2023, all’epoca dei fatti, e cioè nel marzo del 2020, è un imprenditore con un passato nelle alte sfere del giornalismo e anche della politica. È presidente del consorzio Optel Microelectronic Solutions, fondatore del gruppo Partecipazioni Spa, holding che si occupa di investimenti nel campo della ricerca, tecnologia e sviluppo, ma ha lavorato anche per quindici anni in Rai come giornalista radiotelevisivo, ricoprendo incarichi prestigiosi, come quello di direttore generale di Rai World e di consigliere per gli Affari Internazionali dell’azienda. È un uomo di relazioni: nel 2015 lavora a Palazzo Chigi come capo segreteria particolare del Sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, durante il governo Renzi, ed è contestualmente consulente del sindaco di Firenze, Dario Nardella, per i rapporti con le confessioni per il dialogo interreligioso. È costretto a lasciare entrambi gli incarichi quando il suo nome viene accostato allo scandalo Vatileaks per la diffusione di documenti riservati (poi verrà tutto archiviato). Benotti continua ad avere più di un piede nelle istituzioni: dal 2016 sarà consigliere giuridico dell’allora ministro dei Trasporti, il “prodiano” Graziano Del Rio, (con tanto di polemica mediatica sul mistero della laurea in giurisprudenza, dichiarata ma, secondo alcune inchieste giornalistiche, mai conseguita). Sempre sotto i governi Pd di Renzi e Gentiloni, Benotti è consigliere dell’allora ministro del lavoro Giuliano Poletti.Covid, il grande affare delle mascherine cinesiAgosto 2020. Gli italiani dopo un lungo periodo di lockdown, centinaia di migliaia di contagi e oltre 35mila morti per C...LO SCHEMA