Dietro ogni certificato scaricato online, così come prenotazione sanitaria o pagamento di un tributo si nasconde una macchina tecnologica complessa, fatta di cloud, software e algoritmi. Una rete efficiente, certo, ma estremamente vulnerabile. Garantire che i servizi pubblici essenziali continuino a funzionare anche di fronte a crisi geopolitiche, attacchi informatici o default dei fornitori è diventato l'ultimo vero banco di prova per i governi. La questione non è più solo tecnologica: è strategica.

L'illusione dell'autosufficienza

A confermarlo è il recente report “Digital Sovereignty: From Policy Ambition to Executive Imperative” del Capgemini Research Institute, condotto su 1.300 manager del settore pubblico e privato. Per il 93% degli intervistati la sovranità digitale è ormai tema da consiglio d'amministrazione, e per il 44% figura tra le priorità assolute. Eppure, l'autosufficienza totale resta un miraggio: il 59% dei responsabili la considera un traguardo irrealistico. Due organizzazioni su tre preferiscono perciò virare sul concetto di “interdipendenza resiliente”: mantenere il saldo controllo su dati e asset critici senza pretendere di isolarsi, continuando a collaborare con i grandi player di mercato.