L’Ape sociale scadrà il 30 novembre 2026 e il governo Meloni dovrà decidere se prorogarla o cancellarla nella prossima manovra. Il canale di uscita anticipata consente a disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi che rispettano particolari requisiti di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi.

L'Ape sociale sta per scadere. L'anticipo pensionistico che permette a determinate categorie di lavoratori di uscire dal lavoro a 63 anni e 5 mesi di età resterà in vigore fino al 30 novembre 2026, come previsto dall'ultima legge di bilancio. Ora il governo Meloni dovrà decidere se prorogare la misura o archiviarla definitivamente. L'Ape sociale sarà uno dei temi all'interno del dossier pensioni su cui l'esecutivo è a lavoro in vista della prossima manovra. Ecco cosa sappiamo.

Quando scade l'Ape sociale: c'è tempo fino al 30 novembre 2026 Chi è interessato ha tempo fino al 30 novembre 2026 per fare domanda di valutazione preliminare all'Inps. Dopo infatti c'è il rischio che l'anticipo pensionistico venga cancellato. L'Ape sociale è un canale di uscita anticipata che consente di lasciare il lavoro a 63 mesi e 5 mesi per chi rispetta tutti i requisiti. Nel concreto consiste in un'indennità a carico dello Stato, di importo pari alla pensione calcolata in quel momento, fino a un massimo di 1.500 euro. I beneficiari percepiscono l'assegno fino a quando non maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia. Chi può richiederlo: i requisiti Ma chi può richiedere l'Ape sociale? I requisiti sono piuttosto stringenti. Ci sono dei paletti uguali per tutti, come l'età (63 anni e 5 mesi) o il non essere titolari di pensioni. Per il resto i requisiti contributivi variano a seconda delle categorie, che sono essenzialmente quattro: