di

Giuseppe Di Bisceglie

Durante il concerto a Bari, Jovanotti ha ricordato con ironia la vicenda dell'ex cementificio di Barletta scatenando la reazione di politici e amministratori locali. Nel mirino il riferimento alle possibili conseguenze

«A Barletta c’era l’amianto… chissà se era vero oppure mica tanto». Jovanotti ha affidato a una parodia la sua versione, ironica, di una vicenda che appena un mese fa aveva provocato l’annullamento del concerto del 17 agosto all’ex Cartiera di Barletta.La battuta è arrivata ieri sera, 8 settembre, dal palco del Jova Summer Party alla Darsena di Marisabella, a Bari. Era proprio quello il concerto organizzato per recuperare la data barlettana. Lorenzo Cherubini ha ripercorso in musica i giorni dello stop, facendo riferimento anche alle migliaia di spettatori coinvolti, alle interviste rilasciate dai politici e, nel finale, alla «campagna elettorale».

Sul palco il registro era quello dello spettacolo. A Barletta, però, quelle parole hanno trovato un terreno ancora sensibile. La questione dell’ex Cartiera non si è infatti esaurita con il trasferimento del concerto a Bari. Restano un’inchiesta giudiziaria, gli accertamenti sulla presenza di amianto e un confronto politico che aveva già segnato i giorni precedenti alla cancellazione.Il concerto avrebbe dovuto svolgersi il 17 agosto nell’area dell’ex sito industriale, davanti a circa 33 mila persone. Nei giorni precedenti l’evento, però, gli accertamenti sul sito avevano evidenziato la presenza di materiali contenenti amianto. L’Arpa aveva rilevato, tra l’altro, un frammento di alcuni centimetri nell’area interessata dallo spettacolo. L’Asl Bat aveva quindi giudicato il sito non idoneo per la possibilità che altri frammenti potessero essere calpestati e frantumati durante il passaggio di decine di migliaia di spettatori.