Il consiglio di amministrazione di Tim ha accolto positivamente il rilancio di Poste Italiane relativo all’Opas sul gruppo. In particolare, dopo aver preso atto del comunicato diffuso l’altro ieri dalla società guidata da Matteo Del Fante con in oggetto l’aumento del corrispettivo dell’offerta pubblica e la rinuncia alla cosiddetta “condizione soglia”, il cda “rileva con favore il miglioramento del corrispettivo mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione ordinaria Tim portata in adesione all’offerta. Il consiglio di amministrazione”, si legge sempre nella nota di stamani, “ha altresì preso atto della rinuncia da parte di Poste alla condizione soglia avente ad oggetto il raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Tim”, per cui “restano ferme le ulteriori considerazioni già enunciate nel proprio comunicato sull’offerta, redatto ai sensi dell’art. 103, commi 3 e 3-bis, del D.Lgs. 58/1998 e dell’art. 39 del Regolamento Consob 11971/1999 e approvato in data 18 luglio 2026, da intendersi integralmente richiamate”.La strategia di Poste e la scelta di puntare sul rilancioLa nota di Tim, come detto, fa seguito alla decisione di Poste di incrementare il corrispettivo dell’Opas mediante un ritocco verso l’alto pari a circa il 18% del valore della parte cash dell’offerta.Il cda di Poste ha deciso di intervenire in risposta a un andamento non brillante dell’operazione: nonostante anche il management di Tim avesse comunicato di aver consegnato all’offerta le proprie azioni, le adesioni erano arrivate al 6,15% del target, pari al 4,92% del capitale Tim.L’eventualità di ritoccare l’offerta era del resto stata inizialmente esclusa in quanto il valore iniziale era ritenuto coerente con gli obiettivi di creazione di valore legati alle sinergie tra i due gruppi, stimati superiori ai 700 milioni di euro al momento del lancio dell’operazione.La decisione del consiglio di amministrazione di Poste – che ha precisato che non ci saranno nuovi rilanci – si traduce in un aumento di 0,3 euro della componente cash. Si sale quindi a 1,97 euro per azione, mentre resta immutato, a 0,218, il concambio in azioni Poste di nuova emissione per ogni titolo Tim consegnato.“Con l’incremento del corrispettivo, il cda intende confermare la rilevanza strategica e industriale dell’offerta”, ha spiegato Poste in un comunicato. “I benefici economici e finanziari per gli azionisti di Poste rimarranno sostanzialmente immutati”, con un “impatto positivo confermato sull’utile per azione di Poste a partire dall’esercizio 2027 e previsto a doppia cifra nel 2028”. La leva finanziaria pro-forma del nuovo gruppo, incluso l’incremento dei 512 milioni, “è prevista attestarsi su 1,5x a fine 2026”, recitava la nota diffusa l’altro ieri, con la quale Poste confermava anche la politica dei dividendi della società sul 2026 e “l’impegno a una politica di dividendi accrescitiva a partire dal 2027”.Il parere favorevole di Tim è in linea con il giudizio degli analisti“L’aggiornamento di oggi ha un significato che va oltre il miglioramento economico dell’offerta. Con l’aumento della componente cash e la rinuncia alla soglia del 66,67%, Poste trasforma l’operazione da percorso binario a traiettoria per fasi”, spiega Davide Di Labio, partner Kpmg. “Il disegno industriale resta, ma cambia la sua eseguibilità: la costruzione del nuovo perimetro Poste-Tim non è più subordinata al raggiungimento immediato di una soglia di capitale e può svilupparsi con maggiore gradualità. “È un passaggio rilevante perché riduce la dipendenza del progetto industriale dall’esito immediato dell’Opas”, ha sottolineato l’analista. “La sfida ora è governare per gradi la convergenza tra distribuzione, connettività, pagamenti e servizi digitali: l’Opas non è più soltanto il traguardo societario del progetto, ma il meccanismo per metterlo progressivamente a terra”.Di una “mossa pragmatica”, che evidenzia la “determinazione” di “concludere positivamente” l’offerta di Poste per Tim, hanno invece parlato gli analisti di Intermonte e Kepler Cheuvreux, secondo cui si prospetta il trasferimento di un po’ più di valore agli azionisti del gruppo telefonico in cambio di “una struttura azionaria più pulita“, che consente di “massimizzare la possibilità di estrarre sinergie, semplificare la governance e accelerare l’integrazione della piattaforma”.Il gruppo, ha sottolineato Kepler, “ha migliorato la propria offerta su Tim di circa il 5%”, con un “costo cash incrementale di circa 0,51 miliardi di euro, trasferendo di fatto parte del valore dell’operazione dagli azionisti Poste alle minorities Tim. Ancora più rilevante” è la rinuncia alla soglia minima di adesione del 66,7% che riduce “in modo sostanziale” il rischio di completamento dell’operazione e con la riapertura dei termini e le dichiarazioni che il nuovo corrispettivo “è definitivo”, “segnala chiaramente la determinazione di portare a termine l’operazione”.Kepler ha evidenziato poi che “per gli azionisti Poste, il trade-off è tra un valore trattenuto inferiore e una maggiore certezza esecutiva”, in quanto il rilancio “riduce meccanicamente il valore presente netto (NPV) delle sinergie” compensandolo con “l’aumento della probabilità di un’adesione più alta” e dunque di “una struttura proprietaria più pulita”.Sulla stessa linea Intermonte, che ha parlato di “mossa pragmatica volta a concludere positivamente” l’offerta. Gli esperti della banca d’investimento calcolano “un impatto finanziario limitato per Poste, con un aumento sensibile della probabilità di successo dell’operazione, eliminando il rischio legato alla soglia minima e rendendo più attrattiva l’adesione per gli azionisti di Tim”.Secondo il broker, l’esborso massimo di 512 milioni “ha un impatto molto contenuto” sull’aumento dell’utile per azione e sulla leva finanziaria, “con levarage atteso gestibile” e utile per azione “accrescitivo già dal 2027”.In questo contesto “riteniamo razionale il rilancio cash: Poste paga un prezzo modesto per aumentare il controllo su Tim e massimizzare la possibilità di estrarre sinergie, semplificare la governance e accelerare l’integrazione della piattaforma”, ha concluso Intermonte, ribadendo l’invito ai soci di Tim di “aderire all’offerta”.
Tim accoglie con favore il rilancio di Poste sull'Opas
Il cda della telco “rileva il miglioramento del corrispettivo mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro".













