Si è conclusa con questi risultati l'ottava edizione della Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova che ha permesso di raccogliere dati aggiornati, fondamentali per continuare il monitoraggio di quel che resta del ghiacciaio principale delle Dolomiti e comprendere meglio l'impatto dei cambiamenti climatici a scala locale

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Una premonizione drastica. La Marmolada non avrebbe più di 10 anni di vita. Nell'estate più calda in quota dal 1991, lo scarto dalle medie è stato di più di 3° C. Sulla stazione ARPAV Punta Rocca, a 3250 metri di altitudine, solo in tre giorni si è osservata una minima negativa (-0.6 C valore assoluto) e non si è registrata alcuna giornata con temperatura media negativa e nemmeno nevicate alle quote più elevate.

I dati raccolti

Si è conclusa con questi risultati l'ottava edizione della Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha visto la collaborazione dei ricercatori dell’Università di Padova, dell'ARPAV, della Fondazione Glaciologica Italiana, di studenti e cittadini volontari provenienti da quattro regioni diverse. La campagna 2026 ha permesso di raccogliere dati aggiornati, fondamentali per continuare il monitoraggio di quel che resta del ghiacciaio principale delle Dolomiti e comprendere meglio l'impatto dei cambiamenti climatici a scala locale. I dati raccolti confermano il continuo ritiro del ghiacciaio principale, con un arretramento medio sui segnali frontali di 23 m (l'anno scorso erano 8), a conferma di un'annata record dal punto di vista delle temperature estive, che ha superato anche il caldissimo 2003.