Il vicedirettore Michael Ellis spiega che la competizione con la Cina impone agli Stati Uniti di cercare informazioni anche fuori dai tradizionali obiettivi militari e politici. Intelligenza artificiale, semiconduttori e biotecnologie entrano così nel perimetro dell’intelligence. Un cambiamento che dice molto dell’evoluzione della competizione tra Washington e Pechino

La competizione con la Cina sta cambiando anche il mestiere dell’intelligence americana. Non più soltanto apparati militari, sistemi d’arma, intenzioni politiche e capacità strategiche. Una parte crescente delle informazioni considerate rilevanti per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti si trova nelle aziende, nei laboratori e nei settori tecnologici sui quali si gioca il confronto con Pechino.

A dirlo, con un grado di chiarezza piuttosto insolito per un dirigente della Central Intelligence Agency, è stato Michael Ellis, vicedirettore della Cia. Come racconta il New York Times, intervenendo martedì al Billington CyberSecurity Summit di Washington, Ellis ha spiegato che gli Stati Uniti stanno conducendo attività di intelligence su un ventaglio più ampio di obiettivi cinesi, comprese le imprese. La ragione è che la Cina rappresenta per Washington contemporaneamente un concorrente militare, tecnologico ed economico.