“Il successo elettorale di Alternative für Deutschland (AfD) non può essere liquidato ignorando la dimensione del consenso raccolto”: è il punto di partenza scelto da Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, in un’intervista a la Repubblica dedicata al risultato della destra radicale tedesca e alle sue possibili ripercussioni sul quadro politico europeo.

Craxi prende le distanze dalle posizioni dell’AfD, che definisce estremiste, ma allo stesso tempo invita a non sottovalutare il significato delle urne: “Quando le cifre sono così significative, non si può ignorare la volontà degli elettori”, afferma nell’intervista, precisando di “non condividere nulla delle posizioni del partito tedesco”.

La senatrice considera però “riduttivo associare automaticamente tutti gli elettori dell’AfD a una dimensione nostalgica”. A suo giudizio, “il consenso alle forze antisistema va letto anche come il segnale di un disagio più ampio: la percezione di insicurezza economica che si è diffusa tra i cittadini”.

La critica alla politica tedesca

Nella lettura di Craxi, una delle cause del risultato “è l’immobilismo della politica tedesca. La riproposizione della Grosse Koalition, sostiene, sarebbe stata una scelta non più adeguata alla complessità della fase attuale”. “Il cancelliere ha sbagliato a riproporre la formula di governo della Grosse Koalition», dichiara Craxi nell’intervista a la Repubblica. Una soluzione che, secondo la senatrice, “poteva avere una sua efficacia vent’anni fa, ma che oggi renderebbe più difficile affrontare problemi complessi e fornire risposte percepite come efficaci dall’elettorato”.