A Palazzo De Nobili la flessibilità sembra una virtù soprattutto quando riguarda le poltrone. Un assessore esce, il capo di Gabinetto entra in Giunta, il posto rimasto libero cambia inquadramento. Tutto può avere una spiegazione. Sarebbe utile offrirne una capace di reggere anche fuori dalla stanza della maggioranza. La vicenda che ruota attorno alle scelte di Nicola Fiorita, all’avvicendamento tra Vincenzo Costantino e Salvatore Bullotta e alla riorganizzazione dello staff pone una questione di coerenza politica. Calabria7 ha svelato i retroscena del caso e Forza Italia ha rilanciato con un attacco durissimo. Ma le domande conservano il loro peso anche senza il timbro degli azzurri: quale esigenza del Comune ha determinato il cambiamento? Perché proprio adesso? E quale rapporto esiste tra la nuova configurazione dell’incarico e la persona che sarà chiamata a ricoprirlo?

La questione morale, a giorni alterni

Proviamo a cambiare i protagonisti. Un sindaco di destra sposta il proprio capo di Gabinetto in Giunta e, subito dopo, modifica il profilo del posto da assegnare. Quanto impiegherebbe una certa sinistra a chiedere conto della coincidenza? Quanti richiami al merito, alla trasparenza, al rispetto delle istituzioni riempirebbero i comunicati? Ecco il metro con cui giudicare anche Fiorita. Lo stesso metro, senza sconti di appartenenza.