Si chiude con un bilancio decisamente positivo l’edizione 2026 di Salamarzana, la festa medievale che per due giorni ha trasformato il Castello e il Parco Corsini in un autentico borgo del passatoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn bilancio decisamente positivo per l’edizione 2026 di Salamarzana, la festa medievale che per due giorni ha trasformato il Castello e il Parco Corsini in un autentico borgo del passato, attirando migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero. Un successo costruito dal lavoro dell’Associazione Amici del Centro Storico, dei numerosi volontari, degli artisti, dei figuranti, delle associazioni e degli sponsor. "Dietro questi risultati c’è il lavoro instancabile di decine e decine di volontari", sottolinea il presidente dell’associazione Marco Zucchi, soddisfatto per la partecipazione. Famiglie, appassionati e turisti hanno raggiunto Fucecchio dal comprensorio e da tutta la Toscana, ma anche da altre regioni italiane e dall’estero, contribuendo al successo della manifestazione.
"Molti arrivano senza conoscere la nostra storia e ripartono meravigliati dalla ricchezza del patrimonio", aggiunge Zucchi, già proiettato verso una prossima edizione ancora più ambiziosa. Per l’amministrazione comunale – che da sempre crede e investe nella manifestazione – Salamarzana non è soltanto una rievocazione storica, ma un vero progetto di valorizzazione culturale e turistica della città. "È la dimostrazione di quanto Fucecchio sappia fare comunità", affermano la sindaca Emma Donnini e l’assessore alla cultura Alberto Cafaro, sottolineando il contributo di volontari e associazioni. A confermare l’interesse suscitato dall’evento sono anche i numeri del Museo civico e diocesano: oltre 150 persone hanno visitato le collezioni nelle giornate di sabato e domenica, mentre quasi 700 sono salite alla Torre di Mezzo per ammirare il panorama sul capoluogo. Grande apprezzamento anche per “Florilegio“, lo spettacolo di Elan Frantoio diretto da Firenza Guidi, dedicato all’amore costruito sugli insegnamenti di San Francesco d’Assisi e sulle poesie in volgare di Jacopone da Todi e Jacopo da Lentini, un lavoro pure influenzato dall’opera di Goethe.







