Il sito di monitoraggio dei voli FlightRadar24 riporta che 177 voli previsti per oggi nel Regno Unito sono già stati cancellati, dopo le 1.300 cancellazioni registrate ieri da e per gli aeroporti britannici. Quasi tutte le nuove cancellazioni riguardano lo scalo londinese di Heathrow, il più trafficato del Regno Unito. La National Air Traffic Services (NATS) ha dichiarato ieri sera di essere ancora al lavoro per risolvere i disagi causati da un "problema di sistema".
Monta la polemica per le conseguenze del guasto tecnico, non il primo del genere, che ieri ha mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico creando gravi disagi a schiere di passeggeri e a diversi aeroporti, inclusi quelli londinesi di Heathrow e Gatwick: disagi le cui code sono destinate a farsi sentire per tutta la giornata di oggi, malgrado la riattivazione graduale del sistema, e che hanno portato finora alla cancellazione in totale di circa 2000 voli. Nel mirino ci sono i vertici dell'agenzia di settore, National Air Traffic Services (Nats), già chiamati in causa per precedenti emergenze legate a negligenze e inefficienze tecniche. Alcuni vettori, fra cui RyanAir, sono tornati a chiedere le dimissioni del direttore, Martin Rolfe, il quale si è scusato per l'accaduto e per i tempi di ritorno alla normalità "più lunghi di quanto avessimo sperato", ma ha per ora escluso un passo indietro. Sui media emergono intanto rivelazioni imbarazzanti sulla gestione dell'incidente, come quella relativa alla necessità di coinvolgere un ingegnere capo non in turno il quale - impossibilitato a risolvere le cose da remoto - ha impiegato 3 ore a raggiungere il posto di lavoro a causa del traffico e della distanza. Heidi Alexander, ministra dei Trasporti nel governo Burnham, ha convocato Rolfe, mentre più tardi aggiornerà il Parlamento: dove - anticipa la Bbc - dovrebbe fra l'altro escludere "categoricamente" in modo formale ogni timore di cyber attacco dietro l'intoppo, ipotesi peraltro mai avanzata fin dall'inizio.










