Se è un modo per convincere gli automobilisti a lasciare nel box la loro quattro ruote, mettetevi in fila. Ci sono già i prezzi della benzina sempre più alti, le normative – legittimamente – più restrittive in materia di emissioni, il traffico sempre più caotico. Se, invece, è una strategia per disincentivare l’alta velocità, si pensi se è realmente efficace e, soprattutto, se il filo dell’equilibrio con la libertà di circolare senza rischiare di venire vessati dal Grande Fratello non si è rotto. Stiamo parlando dell’autovelox di Spino d’Adda sulla Paullese, il Kimi Antonelli dei rilevatori di velocità. Dalla sua attivazione, dieci settimane fa, ha “compilato” 31.896 verbali, 450 al dì. Incasso stimato, oltre tre milioni. Fare chiarezza su questa ecatombe di multe, dice il Codacons. Evviva la prevenzione, diciamo noi, quando però non si mettono le mani nelle tasche dei pendolari a quattro ruote.
Lo Spino nel fianco
L’autovelox installato lungo la Paullese fa “strage” di automobilisti. Ok la prevenzione, ma niente vessazioni...







