«Vesto l'individuo, non il genere».
Come nella moda, così nel suo debutto nella profumeria Niccolò Pasqualetti (nella foto, a destra, assieme al naso Cristiano Canali di Mane) infonde un'idea di inclusività che va oltre i concetti, spesso abusati, di unisex e no gender. «Ciò che indossiamo deve riflettere la realtà e permetterci di essere molte persone diverse allo stesso tempo», spiegava a MFF poco più di un anno fa, in occasione del lancio del menswear del suo brand omonimo a Pitti uomo 108.
Guidato dallo stesso concetto di fluidità, il designer toscano, classe 1994 e finalista all'Lvmh prize 2024, torna adesso a Firenze come guest designer di Fragranze, con tre profumi sviluppati assieme alla casa essenziera Mane.
Dal dialogo con il «nez» italiano Cristiano Canali sono nate tre composizioni che mettono in dialogo note e materie prime che la profumeria tradizionale continuerebbe a definire maschili o femminili, ma che nelle mani di Pasqualetti assumono una connotazione inedita, accomunate dallo stesso grado di sofisticatezza estetica e tensione sperimentale che ne caratterizza le creazioni che sfilano alla Paris fashion week.
Il risultato è una collezione con un animo Made in Italy (i profumi sono stati sviluppati nella sede milanese di Mane e anche flaconi e packaging sono stati realizzati in Italia) che rispetta tanto i codici della moda dello stilista (con un passato tra The row e Loewe, ai tempi di Jonathan Anderson) quanto l'autonomia espressiva del linguaggio olfattivo di cui è un convinto sostenitore.






