A Testaccio, dagli altoparlanti risuonano prima “La crisi” di Morgan, poi “Quello che non c’è” degli Afterhours. Una scaletta dal tono quasi premonitore introduce, alla Città dell’Altraeconomia di Roma, il ritorno sul medesimo palco dei quattro leader delle opposizioni: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

L’occasione è la festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), davanti a una platea dichiaratamente favorevole. Un appuntamento che segue il debutto poco felice di Napoli, il mancato bis di Padova e il forum di Cernobbio, dove il pubblico degli imprenditori è parso molto più benevolo verso la premier Giorgia Meloni.

Stavolta, tra gli stand romani, l’obiettivo è dimostrare che dietro la foto di rito ci sono anche i contenuti. Quello che ancora difetta è però una piattaforma condivisa. I leader tengono a sottolineare che non si riparte dal nulla: i primi pilastri dell’alternativa ci sono già — salario minimo, congedo paritario, riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione — e, novità della serata, una proposta di legge comune Pd-M5S-Avs per abbattere di almeno il 30% il costo dell’energia per famiglie e imprese.

La missione delle prossime settimane sarà comporre questi elementi in un manifesto coerente, cercando al contempo di tenere lontano il tema, divisivo, delle primarie. A incalzare il quartetto provvede la sala.