La notizia è stata pubblicata in serata dal Wall Street Journal, ma sull’ufficialità l’amministrazione Usa al momento non si pronuncia. Teheran e Washington hanno ripreso gli attacchi nel Golfo: l’Iran ha lanciato, rivela il Wsj, un attacco contro navi della Marina Usa dopo aver sparato, nel fine settimana, missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. E gli States hanno risposto in serata colpendo obiettivi vicino all’isola iraniana di Kharg e alla città portuale di Jask, tra cui petroliere iraniane. Un’escalation mentre i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, attaccano quattro città nel sud dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, mentre lo Yemen sembra ad un passo dalla guerra civile, dopo una settimana di violenti scontri tra le forze yemenite governative (oramai alle porte di Sanaa) e i ribelli, mentre i loro alleati iraniani esibiscono come un bottino di guerra un drone sottomarino autonomo statunitense di “ultima generazione” catturato, sostengono le Guardie Rivoluzionarie iraniane, dalla loro Marina ad Hormuz.
Per il segretario di stato americano Marco Rubio dietro l’attacco dei ribelli all’Arabia Saudita c’è Teheran. E anche se nell’attacco di oggi, sostengono le autorità americane, nessuna nave è stata colpita, funzionari statunitensi hanno dichiarato al Wall Street Journal che i recenti tentativi dell’Iran di colpire obiettivi navali americani hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che Teheran stia utilizzando armi più sofisticate e possa ricevere assistenza da Cina o Russia.











