Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni, per rappresaglia contro gli attacchi statunitensi che ieri avevano colpito 5 petroliere iraniane nel Golfo. «In risposta all’aggressione delle forze militari statunitensi che hanno attaccato cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico - si legge in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa ufficiale IRNA - la marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha colpito di mira 2 navi Usa e 8 petroliere, infliggendo loro danni considerevoli. Colpite altre dieci imbarcazioni».Non si placa l'escalation tra Iran e Stati Uniti. Ieri i media iraniani hanno riferito di un’esplosione nelle vicinanze dell’isola di Kharg, uno dei principali snodi petroliferi dell’Iran, mentre l’agenzia Fars News, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha segnalato un’altra esplosione nella città portuale di Jask, nell’area dello Stretto di Hormuz.L’episodio, tuttavia, non è stato al momento confermato dalle forze armate americane, elemento che impone cautela nella ricostruzione degli eventi. Nel fine settimana Teheran avrebbe lanciato missili balistici contro una portaerei statunitense e contro un cacciatorpediniere lanciamissili.Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, nessuna nave americana sarebbe stata colpita durante gli attacchi. Il dato più preoccupante per Washington riguarda però le capacità missilistiche mostrate dall'Iran. Gli attacchi avrebbero evidenziato l'impiego di sistemi d'arma più sofisticati, alimentando i timori che Teheran possa aver ricevuto o stia ricevendo assistenza tecnologica da Cina o Russia.Lo Stretto di Hormuz torna così a essere uno dei principali punti di tensione dello scenario mediorientale. Il passaggio marittimo, attraverso il quale transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio, rappresenta un'infrastruttura strategica per l'economia globale e qualsiasi escalation militare nell'area potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini della regione. Le esplosioni segnalate a Kharg e Jask, così come il presunto attacco alle unità navali statunitensi, restano al momento da verificare attraverso fonti indipendenti. Ma il quadro che emerge è quello di una crescente pressione militare tra Washington e Teheran, con il rischio che lo Stretto di Hormuz possa trasformarsi ancora una volta nel principale teatro di uno scontro dagli effetti internazionali.