Un riconoscimento "che dedico a tutti i cineasti e a tutti i giovani critici che sono in sala, perché voi siete le colonne su cui noi ci appoggiamo". Lo ha detto Luca Guadagnino, ricevendo alla Mostra del cinema di Venezia il Cartier Glory to the Filmmaker Award. La premiazione ha preceduto il debutto al Lido della prima parte di 'Joie de vivre. Appunti, pensieri, parole, riflessioni, volti, visioni su Bernardo Bertolucci e la cinefilia del ventesimo secolo che non esiste più', il documentario lungo in totale sette ore (la prima parte di tre, la seconda, di quattro, sarà proiettata il 9 settembre) dedicato da Guadagnino al maestro del cinema scomparso nel 2018.
"È un film che ho fatto letteralmente per amore di Bernardo Bertolucci, per amore di ciò che lui mi ha insegnato" si è limitato a dire Guadagnino, che parlerà del film non fiction in una Q&A al termine della seconda parte. Il documentario "prende le mosse dal mio legame personale con Bernardo e con la sua opera, per poi aprirsi al confronto con alcuni tra i suoi più stretti collaboratori e più appassionati cultori - ha spiegato il regista nella sinossi ufficiale -. Insieme esploreremo l'eredità del cinema di Bertolucci: come i suoi film sappiano rivoluzionare l'idea stessa della settima arte specialmente in chi deve ancora scoprirli e perché certe interpretazioni critiche consolidate nel tempo si siano rivelate profondamente miopi e, in ultima analisi, fuorvianti".












