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All'origine della condotta attribuita a Luca Spada, ex autista di ambulanze detenuto con l'accusa di aver provocato la morte di sei pazienti durante il trasporto in ospedale, ci sarebbe una "spinta motivazione interna, ossessiva e incontrollabile". A tracciare il profilo dell'indagato sarebbe una relazione della sezione di psicologia investigativa del Racis dei Carabinieri di Roma, incaricata dalla procura di Forlì di esaminare la personalità dell'uomo.

Secondo gli specialisti, Spada avrebbe individuato le proprie vittime, anziani e persone malate, seguendo modalità riconducibili a una dinamica "predatoria e seriale". Dall'esame degli elementi raccolti emergerebbe, infatti, una ripetizione di comportamenti con caratteristiche comuni e una modalità d'azione reiterata nel tempo: gli investigatori hanno individuato una sorta di schema operativo, riproposto secondo modalità analoghe e coerenti, fino a delineare una possibile "coazione a ripetere".

Le valutazioni contenute nella relazione sono state richiamate dal pubblico ministero Andrea Marchini e dal Gip nel provvedimento con cui, durante l'estate, è stata respinta la richiesta della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. I legali avevano sostenuto che il licenziamento di Spada dalla Croce Rossa, avvenuto a maggio, avrebbe eliminato il rischio di ulteriori episodi. Per la Procura, invece, il pericolo di reiterazione sarebbe tuttora elevato.