La pallamano europea costringe l’Albatro Teamnetwork a emigrare da Siracusa ad Agrigento. È l’ultimo, in ordine di tempo, dei segnali che raccontano le difficoltà dell’impiantistica sportiva siracusana, un problema che coinvolge società, atleti, tecnici e tifosi e che rischia di compromettere la crescita delle principali realtà cittadine.
Quando una squadra conquista il diritto di disputare una competizione internazionale, dovrebbe poter vivere l’appuntamento davanti al proprio pubblico, nella propria città. Per l’Albatro, invece, le partite europee dovranno essere giocate lontano da Siracusa, a causa dell’assenza di una struttura idonea a ospitare gli incontri secondo gli standard richiesti.
Una situazione che non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni anche il Circolo Canottieri Ortigia, impegnato nelle competizioni europee di pallanuoto, ha dovuto cercare soluzioni fuori provincia. La piscina Caldarella della Cittadella dello Sport, essendo una struttura scoperta, non ha potuto ospitare alcune gare internazionali. Il club si è così spostato a Nesima, a Catania, arrivando in alcuni casi anche a trasferirsi a Milano.
Palestre e impianti ancora inutilizzabili
Il quadro non migliora sul fronte degli spazi destinati agli allenamenti. Nei giorni scorsi Michele Mangiafico, esponente di Civico 4, ha evidenziato le difficoltà vissute dalle società sportive, costrette a dividersi una disponibilità limitata di strutture.







