Il post del tycoon su Truth ha scatenato l'ira dei Paesi colpiti. In Islanda convocato l'ambasciatore statunitense

Donald Trump continua con i post provocatori sui social. In una settimana Truth e X sono stati inondati da fotomontaggi di ogni genere in cui il tycoon gioca con la geografia mondiale o con l’intelligenza artificiale. Da una foto che lo ritrae a cavallo accanto a George Washington nello Studio Ovale alla cartina dell’Iran con la sagoma della sua testa sovrapposta. Nell’ultima trovata, una mappa del nord America viene dipinta con i colori della bandiera statunitense, diventando interamente a stelle e strisce. Ma i confini statunitensi arrivano a ricoprire Canada, Groenlandia, Messico, Caraibi e anche l’Islanda.

I territori rivendicati

Dall’inizio del suo secondo mandato, il tycoon non ha mai nascosto le mire espansionistiche. Prima ha espresso la volontà di rendere il Canada il 51esimo Stato americano, entrando in conflitto con il governo di Mark Carney che ha respinto l’idea. Poi ha aperto il dossier Groenlandia con l’intenzione di imporre il proprio controllo nell’isola, strappandola al Regno di Danimarca. Un’azione necessaria secondo la Casa Bianca per proteggere il proprio emisfero da minacce esterne e supervisionare le rotte atlantiche.