HomeCronacaCrisi climatica, lo studio choc: il 40% delle terre arido entro fine secolo. Dall’Australia al Brasile: le aree più a rischioUna ricerca cinese pubblicata su Environmental Research Letters stima che quasi la metà della Terra potrebbe soffrire di carenza d’acqua entro il 2100. Le ‘drylands’ aumenteranno di 2,37 milioni di chilometri quadrati, una superficie pari a 8 volte l’ItaliaSecondo uno studio scientifico il 40% delle terre emerse saranno aride entro il 2100 (archivio Reuters)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 8 settembre 2026 – È un pianeta sempre più condizionato dalla siccità, ed entro la fine del secolo quasi la metà delle sue terre emerse potrebbero rientrare nelle categorie climatiche dei luoghi dove c’è carenza di acqua. Più del 40% della Terra, escludendo l'Antartide, è destinato a diventare arido entro il 2100, con un aumento di 2,37 milioni di chilometri quadrati rispetto al valore di riferimento degli ultimi 30 anni, una superficie pari a circa 8 volte quella dell'Italia.

È la prospettiva delineata allo studio “CO2-altered evapotranspiration moderates future global dryland expansion under climate change”, pubblicato su Environmental Research Letters dai ricercatori dell'Accademia cinese di Scienze forestali guidati da Yifei Cai. La ricerca stima che, nel periodo di riferimento 1994-2023, le aree desertiche o con scarse precipitazioni hanno occupato il 38,58% della superficie terrestre globale, mentre applicando lo scenario di emissioni previsto per i prossimi anni, la quota potrebbe raggiungere il 40,28% negli ultimi 30 anni del secolo. E’ un risultato che non equivale a dire che il 40% del pianeta diventerà desertico e viene chiarito che nello studio il termine “drylands” indica aree accomunate da condizioni climatiche relativamente secche, definite attraverso l’indice di aridità che mette in rapporto le precipitazioni atmosferiche con l’evapotraspirazione potenziale.