Mirco Cattai, Antonacci Lapiccirella, Piva. & C. e Brun Fine Art
Firenze, 8 set. (askanews) – La Biennale internazionale dell’antiquariato di Firenze è uno degli appuntamenti più importanti al mondo per l’arte antica italiana. L’edizione 2026 si tiene a Palazzo Corsini dal 26 settembre al 4 ottobre e, in vista dell’evento, abbiamo incontrato alcuni dei galleristi che vi prenderanno parte, che hanno raccontato ad askanews che cosa porteranno nei loro stand.
“Quest’anno – ci ha detto Mirco Cattai – ho deciso di portare una serie di tappeti del 1500 e 1600 provenienti dall’area ottomana, cioè anatolica. Quindi presenterò i famosi tappeti che piacevano molto alle corti europee che già importavano in quell’epoca, che sono gli Ushak Lotto, l’Ushak Tintoretto e l’Ushak ad uccelli. E una serie di preghiere chiamate transilvane perché venivano acquistate o donate alle chiese luterane della Romania per decorarle internamente”.
“Come ogni volta – ha aggiunto Francesca Antonacci di Antonacci Lapiccirella – ci concentriamo, cerchiamo di esporre e di proporre al pubblico delle opere inedite, come quest’anno che lo stand si concentra e gira intorno a tre opere iconiche di tre artisti italiani che erano protagonisti in quel momento, ossia nei primi anni del Novecento della scena artistica, che sono Attilio Selva, Giulio Aristide Sartorio e Vito Timmel”.









