L’onda di investimenti nell’intelligenza artificiale sta spingendo i fornitori taiwanesi verso nuovi mercati, mentre Tsmc amplia la propria presenza all’estero. Washington legge questo movimento attraverso la sicurezza delle filiere e la costruzione di una rete di partner affidabili. Una partita che riguarda sempre più da vicino anche l’Italia
A Semicon Taiwan, quest’anno, il boom dell’intelligenza artificiale appariva piuttosto diverso da quello raccontato attraverso i numeri dei grandi progettisti di chip e delle foundry.
Il ciclo di investimenti partito dalla corsa alla capacità di calcolo sta scendendo lungo la filiera dei semiconduttori. Silicon photonics e advanced packaging sono tra i beneficiari più evidenti, ma gli effetti arrivano più in profondità: testing, wet processing, consumabili per il CMP, gas speciali, wafer grinding, gestione termica e infrastrutture necessarie a far funzionare fab sempre più complesse.
Per i produttori taiwanesi di equipment questo apre una seconda questione. Devono aumentare la capacità proprio mentre alcuni dei loro maggiori clienti si spostano all’estero.
L’espansione produttiva di Tsmc in Arizona, Germania e altri mercati comincia infatti a trascinare con sé parti dell’ecosistema industriale che la circonda a Taiwan. Scientech, Group Up Industrial e Marketech International indicano una capacità già largamente impegnata. Investimenti all’estero e nuova capacità vengono pianificati più rapidamente, mentre i fornitori cercano di posizionarsi sui prossimi anni di costruzione delle fab.






