Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSiamo sicuri che un bambino non possa stilare una lista della spesa che non sia composta soltanto da patatine, dolciumi e gadget associati? I nativi digitali, come ormai cominciamo a chiamare i nostri figli, sono capaci di processare in pochi istanti informazioni apparentemente complesse, soprattutto quando riguardano la loro quotidianità. Il segreto è trasferirle al momento giusto e in modo smart: specifico, misurabile, affrontabile, rilevante e con un orizzonte temporale definito. Questo significa adattare linguaggi e metodologie didattiche al fruitore, coinvolgendolo non come destinatario passivo, ma come protagonista di scelte che toccano il suo corpo, la famiglia e l’ambiente in cui vive.

La percezione del proprio corpo, il sentirsi pienamente integrati nell’ambiente che ci circonda, il collegare il benessere all’attività fisica vissuta come gioco e lo scoprire quale rapporto esista tra principi alimentari, igiene personale, movimento e stile di vita sano sono concetti complessi. Eppure possono, e devono, entrare nella giornata di un bambino. Quale ambiente migliore della scuola si presta ad affrontare e trasferire tutto ciò? La scuola dispone infatti del tempo, delle competenze e della dimensione collettiva necessarie per trasformare una nozione in un’esperienza e un’esperienza in un’abitudine.