Dopo quello in Mugello si stanno moltiplicando i casi di dengue in Toscana, tant’è che la Regione ha rafforzato la sorveglianza epidemiologica e attivato le misure previste per il controllo delle malattie trasmesse dalle zanzare: disinfestazione e rimozione dei focolai larvali nei luoghi interessati. Anche in questo caso a metterci lo zampino è la crisi climatica, dato che il susseguirsi di eventi meteo estremi – siccità, ondate di calore, alluvioni – possono creare condizioni favorevoli alla riproduzione delle zanzare, moltiplicando le occasioni di contatto con le comunità umane.

Mentre le aziende sanitarie seguono l’evoluzione della situazione, il contrasto alla zanzara tigre ha aperto anche un confronto politico. Il sindaco di Pisa Michele Conti ha chiesto alla Regione di consentire ai Comuni interventi autonomi contro il vettore della dengue; l’assessora regionale al Diritto alla salute Monia Monni replica che non esiste alcun divieto, ma occorre distinguere tra prevenzione ordinaria e azioni straordinarie legate a un rischio sanitario concreto.

Durante l’attività ordinaria, le aziende Usl collaborano con i Comuni per programmare trattamenti larvicidi nelle raccolte d’acqua che non possono essere eliminate, come caditoie, tombini stradali, canali e fossi. Colpire le larve impedisce infatti lo sviluppo di nuove generazioni di zanzare e offre risultati più duraturi rispetto agli interventi rivolti soltanto agli esemplari adulti.