Una cintura di grandi aree di sosta alle porte della città per alleggerire il traffico nei quartieri. Mentre tra i residenti cresce l’apprensione per i tagli ai posti auto legati alle nuove corsie del Brt, il Comune stringe i tempi sul nuovo piano parcheggi. Una strategia che punta a trasformare i flussi di ingresso a Bari attraverso filtri successivi, intercettando i pendolari prima che raggiungano le zone centrali. La nuova programmazione non si limita a tracciare una mappa di aree di sosta inedite. È un modello costruito scientificamente sulle abitudini degli automobilisti e sul fabbisogno reale di chi vive nei diversi rioni. Lo studio prende in esame circa trenta direttrici d’accesso: quante vetture entrano ogni giorno, da dove arrivano e verso quali quadranti urbani sono dirette. A questa fotografia si aggiunge quella della popolazione locale, analizzata numero civico per numero civico: quante persone abitano in una determinata via e quante famiglie possiedono una, due o tre macchine. È su questa mole di dati che l’amministrazione intende calibrare il nuovo sistema. «Il piano parcheggi ha un valore programmatorio – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Domenico Scaramuzzi – e confluirà nel Piano urbano della mobilità sostenibile». L’idea è creare grandi nodi di interscambio posizionati lungo i principali ingressi stradali, direttamente collegati alle linee del Brt o ad altri sistemi di trasporto rapido.
Grandi aree di sosta alle porte di Bari: il Comune stringe i tempi sul nuovo piano parcheggi
E a due agenzie di comunicazione affidato il compito di far apprezzare il Brt






