Nel giorno della consegna delle liste elettorali, a 49 giorni dalle elezioni, una nuova rivelazione scuote i vertici del potere in Israele: secondo un'inchiesta di Haaretz, il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed (Mbz), avvertì personalmente Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti a fine settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, stava pianificando un attacco contro Israele volto a destabilizzare la regione e compromettere gli Accordi di Abramo.
Informazioni che Netanyahu, a una decina di giorni dall'attacco, non trasmise all'intelligence, ricostruisce l'inchiesta anticipando estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar. Gettando nuova benzina sul fuoco di un dibattito già incandescente sulle falle della sicurezza, anche in assenza dell'avvio di una commissione d'inchiesta, dopo che le parti politiche non hanno ancora trovato un accordo sulla composizione rinviando il dossier alla prossima Knesset, dopo il voto.
Gran parte del dibattito pubblico si concentra su alcuni 'segnali rivelatori' dalla Striscia che l'Idf e lo Shin Bet avevano discusso nel corso della notte precedente all'attacco in due valutazioni, senza svegliare i ranghi politici. Questo ha portato a una teoria del complotto diffusa sui social, secondo cui i vertici militari sapessero della possibilità di attacco ma avessero intenzionalmente escluso Netanyahu, per farlo cadere. Il premier che ha bollato l'inchiesta di Haartz come "menzogne", nei giorni scorsi aveva messo fine alle voci affermando che "c'è stato un grande fallimento, ma nessun tradimento dall'interno".










