Il cessate il fuoco localizzato, mediato dall'International atomic energy agency (Iaea) ed entrato in vigore intorno a una linea elettrica danneggiata a nord del fiume Dnipro per consentire riparazioni essenziali e ripristinare finalmente l'alimentazione elettrica esterna alla centrale nucleare di Zaporizhzhya (ZNPP), ha avuto l’effetto desiderato.

La più grande centrale nucleare europea, occupata dalle forze armate russe e gestita dal gigante statale nucleare russo Rosatom, dipendeva da generatori diesel di emergenza a causa dell'esaurimento delle riserve di combustibile e l’Iaea aveva avvertito che «L'impianto è fermo da settembre 2022, il che significa che il calore di decadimento da dissipare tramite raffreddamento è significativamente inferiore rispetto a quello che si avrebbe in un reattore in funzione. Di conseguenza, in caso di blackout totale della centrale, ci vorrebbe molto più tempo prima che il combustibile nucleare possa danneggiarsi o potenzialmente fondersi. Ciononostante, è necessario prevenire tale scenario e la situazione attuale deve essere affrontata il prima possibile ripristinando l'alimentazione elettrica esterna o garantendo la fornitura continua di gasolio».