Roma – La bella intrusa. Accanto a Inter e Roma, squadre costruite per altri obiettivi e con altre risorse, in testa alla classifica c'è la Lazio di Gattuso, la sorpresa di questo avvio di campionato. Nonostante mille difficoltà, dall'Olimpico disertato a oltranza dai tifosi – contestano Lotito, si sa – al mercato con il vincolo del saldo zero (e chiuso in attivo), dalla batosta iniziale dell'eliminazione in Coppa Italia con il Mantova agli infortuni che hanno penalizzato in particolare il centrocampo, la squadra biancoceleste in campo gioca un bel calcio, combatte su ogni pallone e vince.

Terzo allenatore della storia a fare un 3 su 3 iniziale

Tre successi su tre nelle prime gare di campionato, una piccola impresa che alla Lazio è riuscita solo tre volte nella sua storia, l'ultima nel 2012 con Petkovic e prima con Maestrelli del 1974-75. L'entusiasmo nell'ambiente è tornato, a Udine 2500 tifosi hanno prima spinto la squadra e poi festeggiato. Ma neanche il primato in classifica a punteggio pieno convincerà il popolo biancoceleste ad abbandonare la protesta, sabato all'Olimpico con il Milan i laziali saranno di nuovo pochi, la squadra giocherà in trasferta (attesi oltre 10mila sostenitori rossoneri): “Chi pensa – ha scritto su X Gabriele Pulici, figlio di Felice, ex portiere-mito della Lazio ‘74 - che la protesta dipenda dai risultati non ha capito nulla. È proprio adesso che le cose vanno bene, che siamo primi in classifica, che disertare lo stadio e continuare lo sciopero avrebbe maggior senso. Solo pensare di rientrare sarebbe consegnarsi al despota”. Così viene definito Lotito, bersaglio della contestazione che va avanti da mesi: a gennaio la prima partita senza tifosi all'Olimpico.