La minaccia informatica assume tante forme, come diversi sono gli obiettivi e gli interessi in gioco. L'offensiva non viene sferrata solo a distanza, con campagne di phishing e attacchi DDos. In Cina, il gruppo Overcast Panda ha preso di mira manager e impiegati di aziende straniere impegnati in un viaggio di lavoro: studiando le loro abitudini, gli agenti hanno approfittato di un momento in cui le vittime hanno lasciato i loro laptop incustoditi per installare backdoor persistenti destinate alla sottrazione silente di proprietà intellettuale, brevetti e segreti industriali. Mentre un'organizzazione operante in Corea del Nord - Stardust Chollima - ha puntato alle supply chain e agli sviluppatori che sfruttano l'IA per programmare in modo da colpire anche tutti gli utenti che useranno il software da loro prodotto. Ancora in Brasile, un gruppo con finalità economiche - Slim Spider - è riuscito a violare le difese di un istituto finanziario del Paese, puntando ai suoi asset in criptovaluta, facendo leva su una conoscenza approfondita e precisa di infrastrutture cloud e bancarie.
Questi sono solo alcuni esempi recenti di come si dispiegano le offensive di cybersecurity e di come si evolvono velocemente, grazie ai continui sviluppi tecnologici, a partire dalla rapida adozione dell'intelligenza artificiale. L'IA non è solo uno strumento e un moltiplicatore di forze nelle mani degli hacker per rendere più efficaci le loro attività: è anche diventata un bersaglio, con gli attori malevoli che abusano degli LLM delle aziende per i loro interessi, facendo pagare il conto alle vittime. È l'attività di LLMJacking e cost harvesting: a maggio del 2026, sfruttando l'accesso a un'identità cloud di un'impresa, alcuni cybercriminali hanno inviato quasi 200.000 richieste API a modelli di IA in soli due minuti, costringendo i server a lavorare per loro, con un aggravio per la vittima delle spese legate all'uso dell'intelligenza artificiale e della relativa capacità computazionale.







