di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Cloud, phishing e credenziali rubate spingono gli attacchi. Carioti (Agenzia per la Cybersicurezza): «La domanda per le aziende non è più se accadrà, ma quando». Grignaffini (Certego): «L'AI rende il cybercrime più rapido e accessibile»
La minaccia corre nel cloud, si nasconde nelle credenziali rubate e sfrutta l’intelligenza artificiale per diventare più veloce, più economica e più difficile da intercettare. Nei primi cinque mesi del 2026 le oltre 200 aziende italiane monitorate dalla modenese Certego, una delle realità italiane più avanzate nella difesa digitale, hanno registrato 7.552 incidenti di sicurezza informatica e oltre 58 mila allarmi, con una crescita del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche se nel mese di aprile 2026, l’Operational Summary dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) ha evidenziato una diminuzione degli incidenti cyber registrati in Italia, dopo il boom dei primi mesi dell’anno (in concomitanza con la progressiva entrata a regime degli obblighi di notifica previsti dalla direttiva NIS2), il trend di questa prima parte del 2026 racconta una pressione crescente su tutte le principali superfici di attacco e che fotografano una trasformazione profonda: il cybercrime sta diventando sempre più industriale, mentre la cybersecurity smette di essere una questione per specialisti e si trasforma in un tema di governance aziendale.








