Abito a Rioveggio, mia moglie è volontaria della Croce rossa. Ci stiamo battendo assieme ai gestori del bar Moretto, Luca e Mirco Stefanelli, e alla titolare del negozio Despar di Pian di Setta per avere un defibrillatore. Mia moglie in alcuni casi gravi ha attivato assieme ai gestori del bar il 118. Il sindaco di Grizzana Morandi si impegnò per installare un defibrillatore nel bar. Qui la presenza di un sistema salvavita è fondamentale. Roberto Brusori
Risponde Beppe Boni
La presenza capillare dei defibrillatori è ormai una realtà acquisita. Più ce ne sono e più vite potenzialmente si salvano in caso di emergenza. La Regione Emilia-Romagna, tra l’altro, assieme al servizio del 118, ha sviluppato L’app DAE RespondER con l’obiettivo di contribuire a ridurre i tempi di intervento sui codici blu, che in gergo sanitario sono i casi di arresto cardiaco presunto e che si verificano sul territorio.
Si tratta di uno strumento informatico integrato con le Centrali operative 118 della Regione, che permette di allertare rapidamente i DAE Responder e gestire la mappatura regionale dei DAE. L’importante però è che i defibrillatori siano diffusi il più possibile, quindi quando si presenta l’opportunità di installare apparecchi è necessario non perdere l’occasione. A volte la burocrazia è più lenta delle esigenze reali, ma sui defibrillatori gli enti pubblici sono molto sensibili. Per l’installazione di una nuova postazione cardioprotetta nell’area della valle del Setta ci si può rivolgere anche alla Pubblica Assistenza Città di Vado (Monzuno), che ricopre il ruolo di ente di riferimento. I corsi per apprendere l’uso del defibrillatore sono molto rapidi. Bastano quattro o cinque ore per imparare le nozioni di base, il funzionamento e le manovre di rianimazione.






