Un iter quantomeno travagliato. Che, alla fine, sembra sul punto di vedere la luce. È quello del progetto “Hortus” per la realizzazione di un orto botanico e di un museo naturalistico fra l’Isola Bella e Villa Caronia, a Taormina. Del resto, la riserva naturale orientata è in gestione all’università di Catania, ed è proprio l’ateneo etneo che aveva trovato i fondi per valorizzarla, salvo poi rischiare di perderli e recuperarli all’ultimo minuto, dopo una tirata d’orecchie della Regione Siciliana.

Il progetto vale, nel complesso, 785mila euro provenienti dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Investimenti, cioè, che dovrebbero essere terminati e operativi da quel dì ma che, una proroga e un adattamento dopo l’altro, arrivano fino a oggi. La dotazione economica non riguarda soltanto l’isolotto più famoso di Sicilia, ma anche «la limitrofa “Villa Caronia” villa situata in altopiano e circondata da un terreno di 1,60 ettari che si unisce con il sottostante Capo Taormina», come si legge nella relazione tecnica.

Il bando vinto dall’università di Catania è quello che il dipartimento Ambiente della Regione Siciliana ha pubblicato a dicembre 2019, per distribuire i soldi del Po Fesr 2014-2020. Un’opportunità di finanziamento data dal fatto che ancora prima, nel 2017, un precedente avviso pubblico per la distribuzione di denaro europeo aveva generato oltre 16 milioni di euro di economie. Per la fortuna dell’ateneo, che partecipa a questa seconda tranche e ottiene il denaro necessario a dare una nuova prospettiva sia all’Isola Bella sia a Villa Caronia.