"Milano è l’obiettivo che mi è stato assegnato" dice semplicemente, quando viene a conoscenza della sua designazione a candidato sindaco, il generale dell’Arma Carmelo Burgio. Assegnato da chi? Dal collega forse più chiacchierato del momento, il generale dell’Esercito Roberto Vannacci. "Qualcuno contesta il fatto che Vannacci sia definito ancora generale, ma credo che sia fuori luogo. A me per esempio – dice Giancarlo Capecchi che oggi alle Terme Marine Leopoldo II, alle 18.30, intervisterà il generale di Corpo d’armata dei Carabinieri Carmelo Burgio, che ha lasciato il servizio qualche mese fa –, continuano a chiamarmi ’professore’, nonostante abbia lasciato la scuola qualche decennio fa. Mi dicono però che non sto ’abusando’ di un titolo".

Da ’soldato’, decorato al valor militare, riconosciuto coraggioso e preparato nel combattere camorra e clan vari, quello dei Casalesi in primis, Carmelo Burgio ha detto che la sua candidatura "è stata una sorpresa". Ma ha fatto capire immediatamente di essere disposto a mettere la faccia in una campagna elettorale che non sarà facile, perché non sarà semplice presentarsi in una città come Milano aspirare alla poltrona di primo cittadino come candidato di Futuro Nazionale, la formazione di destra ’urlata’ (ispirata, secondo molti della destra, dalla sinistra, per portare via voti alla maggioranza in festa per il record stabilito dalla premier come durata del suo governo).