HomeBolognaCronacaL’arte di frontiera e senza tempo. Al Mambo i bozzetti della mostraDalla New York di Alinovi alla mostra quarant’anni dopo a Bologna: 166 lavori sono stati acquisitiDalla New York di Alinovi alla mostra quarant’anni dopo a Bologna: 166 lavori sono stati acquisitiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNel dicembre del 1982 Francesca Alinovi pubblicava sulla rivista d’avanguardia con il cuore tra Bologna e Roma, Figidaire, un reportge, titolo ‘N.Y.Graffiti’, che raccontava cosa succedeva sulle pareti e su qualsiasi superficie disponibile nei bassifondi di New York in quel periodo. Per la prima volta il grande pubblico scopriva la generazione dei graffitisti che, poco dopo, avrebbero conquistato fama mondiale e sarebbero stati protagonisti nel 1984 di una mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, ‘Arte di Frontiera. New York Graffiti’, alla quale la critica invitò proprio i protagonisti delle pagine di quell’articolo. Purtroppo fu barbaramente uccisa nel 1983 e non potè assistere al successo dell’esposizione che, subito dopo, fu portata a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, dove Keith Haring, forse il più famoso tra i partecipanti relizzò un’opera sulla scalinata proprio il giorno dell’inaugurazione. Quaranta anni dopo, nel 2024, Fabiola Naldi decise di celebrare il genio e le visioni anticipatrici della Alinovi con la mostra, allestita al MAMbo, FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024, nella quale ricostruiva la scena italiana della cosiddetta street art, che, anche in maniera inconsapevole, doveva molto a quello che era successo in America. In quella occasione furono presentati i lavori di personalità che avevano scelto l’anonimato, anteponendo, la loro firma, la tag, come si dice, al vero nome. Come era stato nel 1984, anche questa volta toccò a un museo organizzare e storicizzare un movimento per sua natura labile, evanescente, offerto alle intemperie e al passare del tempo, che non nasce per essere messo sotto teca o in una cornice, che ha coinvolto una generazione di giovanissimi creativi che, pur subendo le influenze di Keith Haring Kenny Scharf e degli altri graffitisti ‘originali’, aveva trovato una sua forte identità, sino ad esprimere autentiche star come Blu.
L’arte di frontiera e senza tempo. Al Mambo i bozzetti della mostra
Dalla New York di Alinovi alla mostra quarant’anni dopo a Bologna: 166 lavori sono stati acquisiti








