Il carcere di Rossano
2 minuti per la lettura
Merce illecita nascosta in uno spazio comune nel carcere di Rossano: traffici interni non autorizzati nel penitenziario, il Sappe lancia l’allarme
Un vero e proprio arsenale di oggetti proibiti, nascosto con cura in uno spazio comune del carcere di Rossano, è stato scoperto durante le attività di controllo della Polizia Penitenziaria. All’interno del vano ascensore del reparto di Alta Sicurezza, gli agenti hanno individuato alcuni borsoni stipati con un carico eterogeneo di merce illecita: numerosi telefoni cellulari, coltelli di fabbricazione artigianale, attrezzi vari e persino un kit professionale completo per realizzare tatuaggi. Il ritrovamento descrive una realtà interna in cui traffici non autorizzati alimentano economie parallele e posizioni di potere tra i reclusi.
L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza all’interno della struttura penitenziaria. Sulla vicenda sono intervenuti i vertici del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Il segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante e il segretario nazionale Francesco Ciccone hanno evidenziato la necessità di un cambio di passo immediato, dichiarando che “è essenziale comprendere queste dinamiche, ma è ancora più urgente intensificare l’opera di prevenzione della Polizia Penitenziaria, incrementando in modo concreto mezzi, strumenti e risorse a disposizione”. I rappresentanti sindacali hanno inoltre rimarcato l’inefficacia delle sole contromisure legislative, come l’inasprimento delle pene introdotto con l’articolo 391-ter del codice penale per chi introduce dispositivi di comunicazione negli istituti di pena.










