Ricevendo a Palazzo Chigi il premier belga, Meloni ha ribadito la visione italiana all’interno dell’Ue: competitività è la parola d’ordine, da declinare in maniera ancora più approfondita

Un’intesa personale, politica e industriale quella tra Giorgia Meloni e il primo ministro belga, Bart De Wever, ricevuto a Palazzo Chigi con una serie di focus tematici precisi. La difesa, gli investimenti, l’immigrazione: Italia e Belgio hanno molto in comune, anche Marcinelle, citata da Meloni. Punto di partenza gli euro nel settore della difesa, che Italia e Belgio hanno deciso di aumentare. Per questa ragione Roma è “pronta a mettere a disposizione la propria cooperazione, amicizia, le proprie competenze e le proprie eccellenze industriali, nell’interesse dell’Europa nel suo complesso perché stiamo lavorando per rafforzare la nostra autonomia e le nostre capacità industriali e tecnologiche”. Alla voce economia si trovano dati interessanti, come un interscambio che nel 2025 è cresciuto ancora rispetto al 2024, oltrepassando i 46,5 miliardi di euro.

C’è anche la politica estera al centro dell’incontro, con la crisi a Hormuz, l’impatto sul costo dei carburanti, dei fertilizzanti, delle materie prime, per questa ragione i due leader concordano sul fatto che il prossimo Consiglio europeo affronti i temi della competitività, i temi del costo dell’energia, “anche con più coraggio e con maggiore concretezza”. Capitolo Ucraina, Meloni ha ribadito che l’Italia, “come sempre, continua a fare la propria parte insieme ai partner europei per favorire un percorso negoziale verso una pace che deve essere giusta e duratura”.