Nuovo tassello sul caso degli “occhi spaccanti”, che coinvolge anche la modella Martina Ceretti. Per la procura proprio il no dell'attore ai ricatti rafforza l'ipotesi dei pm
Il caso “occhi spaccanti”, che ebbe come protagonista l’attore Raoul Bova, è al suo bivio giudiziario. La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di Federico Monzino, l’imprenditore accusato di aver tentato di estorcere denaro all’attore, minacciandolo di rendere pubbliche le sue conversazioni private con la modella Martina Ceretti. Secondo quanto riporta Repubblica, per la procura Monzino avrebbe ottenuto quelle conversazioni videoregistrandole direttamente dal cellulare di Cerretti. Poi, qualche giorno dopo, le avrebbe girate a Fabrizio Corona, dandogli materiale per il suo format “Falsissimo”.
Da dove nasce l’accusa di tentata estorsione
Secondo i pm il 10 luglio, tramite l’account Instagram “Sei fottuto”, Monzino contattava la manager di Raoul Bova, Consuelo De Andreis, dichiarando di possedere materiale compromettente per la carriera e la vita privata dell’attore. Ottenuto il contatto diretto il giorno seguente, i toni si sono fatti espliciti. Gli atti giudiziari riportano avvertimenti diretti: «Non è il caso che venga fuori uno scandalo sui giornali, no? Per il tuo matrimonio, per la tua immagine, per il tuo presente e futuro lavoro. Altro che Don Matteo», seguiti da una scadenza precisa («Verrà pubblicato lunedì se non fai qualcosa»).







