Una rete di agenti di intelligenza artificiale riconducibili a OpenAI ha utilizzato durante la primavera un sito tedesco per scambiarsi informazioni, condividere scorciatoie utili a superare alcuni test e discutere tecniche per aggirare le restrizioni imposte dai ricercatori. L’attività, iniziata a maggio 2026 e rimasta finora fuori dal dibattito pubblico, è stata ricostruita da Reuters il 4 settembre sulla base di un’indagine indipendente e delle testimonianze di persone a conoscenza dell’episodio.Il sito coinvolto è DseWiki, un wiki in lingua tedesca utilizzato soprattutto da programmatori e aperto ai contributi degli utenti. Gli agenti avrebbero trasformato alcune sue pagine in una sorta di bacheca condivisa. Reuters ha contato oltre 15 mila modifiche riconducibili all’attività automatizzata; il rapporto pubblicato il 4 settembre dai ricercatori Sydney Von Arx, Cormac Slade Byrd, Spencer Kitts e Thomas Larsen parla invece di circa 18 mila messaggi individuati attraverso più siti.L’episodio assume un peso economico che supera il singolo incidente informatico. Le maggiori società di intelligenza artificiale stanno investendo sugli agenti perché promettono di automatizzare attività complesse che oggi richiedono lavoro umano: programmazione, ricerca, analisi dei dati, assistenza operativa e gestione di processi aziendali. Più autonomia significa però anche una maggiore capacità del software di compiere azioni che il progettista non aveva previsto. Per le imprese che vogliono adottare questi strumenti, la questione diventa quindi quella della responsabilità, dei controlli e dei costi necessari per rendere affidabile l’automazione.Indice degli argomenti: