Silenzio, stupore e note che emergono all’improvviso dal foliage del bosco. Più di cinquecento partecipanti hanno affollato i sentieri del parco regionale durante il fine settimana per la tappa d’esordio di Opera Sila, la manifestazione concepita dall’associazione Vivodimusica che fonde escursionismo, divulgazione scientifica, narrazione e performance dal vivo.Guidati da esperti di biodiversità e accompagnatori ambientali, i visitatori hanno percorso i tracciati naturalistici scoprendo la flora locale, le tracce della fauna e le peculiarità degli ecosistemi montani, per poi imbattersi in veri e propri momenti di spettacolo a sorpresa lungo il tragitto.

Le “imboscate artistiche” tra la sorgente del Crocchio e l’abete millenario

Il format del festival punta sulla suggestione delle “imboscate artistiche”, con i musicisti posizionati lungo i cammini per attendere il passaggio degli escursionisti. Presso la sorgente del fiume Crocchio, nella località Valle Lunga di Tirivolo all’interno del territorio di Zagarise, il fisarmonicista Carmine Ioanna ha accolto il pubblico proponendo i suoi brani solisti.Poco distante, davanti ai resti di Prometeo — lo storico abete bianco millenario devastato da un incendio venticinque anni fa — la poetessa e performer Claudia Vacca ha ripercorso i miti legati all’albero e alla rinascita della natura.La divulgazione naturalistica ha visto protagonisti esperti e guide del territorio: Giovanni Vizza ha illustrato al pubblico i dettagli nascosti del sottobosco, mentre Carmine Lupia ha approfondito la storia e le caratteristiche del pino laricio. Nel corso delle tappe, il cantautore Francesco Forni ha eseguito una selezione di brani del suo repertorio in dialetto napoletano direttamente all’ombra delle chiome degli alberi.