In Groenlandia, l’Unione europea prova a togliere spazio di manovra agli Stati Uniti. La visita di due giorni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, segna un concreto passo in avanti nei rapporti tra l’isola artica e il gruppo dei 27. “Abbiamo presentato il pacchetto di partenariato da 200 milioni di euro”, afferma in conferenza stampa. Si tratta di un piano biennale per mettere a terra i risultati ottenuti durante gli ultimi anni di collaborazione. L’intesa, aggiunge von der Leyen, “riflette una chiara scelta, espressa dalla Groenlandia, di rafforzare i legami con l’Ue. Ma lasciatemi dire che dimostra anche un forte interesse da parte dell’Europa. Saremo più presenti nell’Artico. La Groenlandia può contare su di noi”.

Nello specifico, l’accordo mira ad ampliare ancor di più le relazioni e la cooperazione nei settori strategici. Dall’istruzione alle infrastrutture (a cominciare da porti e aeroporti, fondamentali per accrescere il valore dell’isola); dalla conservazione dell’ambiente (anche grazie alla strategia dell’Ue sull’Artico la cui pubblicazione è in programma per il prossimo autunno) allo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili per garantire la sicurezza per produzione, stoccaggio e distribuzione; dalla connettività, sia quella marina che satellitare, a un turismo intelligente. Centrale sarà anche la condivisione delle risorse naturali che, secondo von der Leyen, “dovrebbero essere utilizzate per creare posti di lavoro e crescita qui nel paese”. In questo senso, la presidente della Commissione annuncia due grandi progetti. Quello minerario a Malmbjer sul molibdeno, che ha l’ambizione di diventare uno dei piani più importanti della Groenlandia. A pieno regime infatti dovrebbe garantire introiti per 90 milioni di euro all’anno. E quello che dovrebbe sorgere ad Amitsoq, incentrato sulla grafite.